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“TRENTINO UNEXPECTED”: UN’ESPERIENZA SALUTOGENETICA

Ci sono esperienze che non si limitano a regalare emozioni ma trasformano.

 

“Trentino Unexpected”

 

è una di queste esperienze.

Nato dalla collaborazione tra Trentino Marketing e Gribaudo, alla cui chiamata ha risposto con entusiasmo il Mart di Rovereto, “Trentino unexpected” si presenta come un grande progetto culturale che senza dubbio si rivela essere anche salutogenetico.

La Salutogenesi, intesa secondo il metodo I.G.E.A. ideato dalla Dottoressa Erica Francesca Poli, che ha fondato l’omonima Scuola di alta formazione con l’intento di formare la figura del Magister Salutis, professionista della coscienza per la promozione della salute e del ben-essere, rappresenta una nuova prospettiva con la quale approcciarsi alla vita

che contempla anche una dimensione antropologica con il proposito di rivedere in una nuova luce la relazione tra uomo e ambiente attraverso un pensiero complesso, trasversale, simbolico, non lineare e divergente rispetto alla sola categoria razionalistica.

La mostra fotografica “Trentino unexpected”, esposta al Mart di Rovereto fino a domenica 09 Novembre 2025, si muove proprio in questa direzione, offrendo un ritratto inedito e per certi versi sconosciuto del Trentino, ben lontano dagli stereotipi del turismo di massa.

Gli scatti di Simone Bramante, Francesco Jodice, Gabriele Micalizzi, Roselena Ramistella, Massimo Sestini, Newsha Tavakolian ritraggono la complessità nella quale si intrecciano la natura, con i suoi paesaggi così differenti, la sua bellezza e biodiversità da preservare, e l’uomo, con la sua cultura, le attività produttive, le storie personali, i racconti che svelano identità, i suoi riti.

Più che immagini da guardare, quelli a cui ci troviamo di fronte sono ritratti di una relazione tra uomo e terra che vanno penetrati fino a lasciar raggiungere il sentire del cuore. Ed è proprio il cuore ad essere rapito dagli sguardi dei personaggi fotografati, immortalati nei loro gesti più semplici, a voler mostrare il fortissimo legame che i Trentini hanno con il loro territorio, che non si limitano soltanto ad abitare ma verso il quale hanno una sorta di devozione. Rappresentazioni tutt’altro che banali o superficiali, indubbiamente frutto di un profondo e intimo dialogo che il fotografo ha intrattenuto con le persone incontrate lungo il dispiegarsi del progetto.

Veramente notevole anche lo stravolgimento di prospettiva che offre Massimo Sestini con la sua fotografia caratterizzata da una verticalità davvero stupefacente. L’immagine, catturata dall’alto, di alcune persone in cammino lungo il ghiacciaio del Mandrone, nel gruppo dell’Adamello, è davvero sorprendente e lascia quasi interdetti; gli alpinisti appaiono come formiche che si muovono su una corteccia di betulla. Altrettanto straordinari si rivelano essere gli scatti che mostrano le proiezioni dell’ombra di alcuni sciatori sulle piste, in grado di offrire all’osservatore molti spunti di riflessione in merito alle nuove e inaspettate prospettive con cui guardare alla vita.

Meravigliose anche le foto che ritraggono il laghetto Piani del Vioz in Val di Sole e l’area archeologica Isola di Sant’Andrea sul Lago di Loppio, dove la natura sembra tracciare confini che anziché limitare lo sguardo invitano ad espanderlo, persino oltre la parete sulla quale le immagini sono appese come opere d’arte dipinte dalla mano di Dio.

È una mostra che incanta. Si rimane quasi ipnotizzati davanti ad ogni fotografia e, a tratti, ho avuto persino la sensazione di entrarvi dentro, tanta è la bellezza che si presenta al proprio cospetto. Una bellezza che non è solo puro godimento, ma che parla al cuore, che sollecita movimenti dell’anima affinchè ogni persona possa riuscire a creare una relazione con la terra che abita così profonda, rispettosa e gioiosa come quella di cui i Trentini divengono appassionati testimoni.

Prima dell’ingresso alla mostra, ad accogliere il visitatore ci sono cinque parole chiave, scritte a chiare lettere lungo un’intera parete: “confini”, “verticalità”, “autenticità”, “cura”, “impronta”. Si rivela davvero interessante soffermarsi ad ascoltare la risonanza che questi concetti richiamano, indagandone i significati sottesi che si riverberano dento l’Anima, ancor prima di addentrarsi dentro lo spettacolo che ci aspetta.

“Confini” che in queste immagini ho percepito non come limiti, bensì come tratti che definiscono la peculiarità di persone e paesaggi, esaltandone la loro unicità; “verticalità” che in me ha richiamato l’idea della montagna come simbolo di sacralità e di unione tra cielo e terra, tra divino e umano; “autenticità” come adesione alla propria natura e alle radici che sostengono il divenire di ciascuno, come dichiarazione di fedeltà ai valori e agli intenti esistenziali che dovrebbero guidare l’incedere di ognuno di noi; “cura” nei confronti di sé stessi e delle altre persone, intesa come attenzione e supporto affinché si possa ricercare la miglior forma attraverso la quale manifestare la propria singolarità, ma anche cura verso l’intero Creato; “impronta” che ogni essere umano lascia sul terreno dell’esistenza, ma che al contempo ci viene impressa dal territorio che abitiamo, con i valori, le tradizioni, i riti, la storia che ne definiscono l’identità.

Una mostra che ha dunque l’intento di regalarci nuovi occhi con i quali rivolgere nuovi e inaspettati sguardi alla vita e a ciò che ci circonda, ponendo l’accento sui valori e sui codici umani che dovremmo voler ritornare a porre come base della nostra esistenza quotidiana.

Per questo ritengo “Trentino unexpected” un progetto che merita davvero di essere esportato e replicato in tutte le regioni italiane, a voler restituire l’identità di un popolo e del suo territorio che hanno immense risorse da riscoprire e da donare al mondo. Risorse che solo la contemplazione della bellezza, di cui l’uomo e la natura possono essere forieri, può far riaffiorare al nostro cospetto.

“Trentino unexpected” è un’occasione unica per concederci l’opportunità di tornare a contemplare con gli occhi dell’anima e l’intelligenza del cuore, portando con sé, oltre la visita alla mostra, quello stupore per la vita che da solo basterebbe a trasformare un’intera esistenza.

di Elsa Roberta Veniani

https://www.mart.tn.it/mostre/trentino-unexpected-158608

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