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PROGETTO KAIRON

COME NASCE KAIRON

“Kairon” nasce da un’idea condivisa con la Dottoressa Erica Francesca Poli, con l’intento di rendere il paziente, che sia riuscito a trasformare una diagnosi di malattia in un’opportunità per intraprendere un meraviglioso viaggio alla ricerca di Sé e del senso della vita, una figura che sia disposta a mettere al servizio di altri pazienti l’esperienza, la consapevolezza, gli strumenti, le abilità e le conoscenze acquisite durante il percorso di cura della patologia, in modo da offrire aiuto e supporto a chi stia sperimentando la sofferenza.

SINTESI DEL PROGETTO

Il Progetto Kairon nasce con l’obiettivo di valorizzare l’esperienza vissuta dal paziente, che è riuscito a trasformare una diagnosi in un’opportunità per un viaggio di coscienza, come risorsa attiva e trasformativa per altre persone che stanno attraversando la sofferenza della malattia. Sviluppato in seno alla Scuola di Alta Formazione I.G.E.A., fondata dalla Dott.ssa Erica Francesca Poli, il progetto si configura come un percorso di gruppo a cadenza mensile diretto da un “paziente esperto”, che promuove ben-essere, consapevolezza e relazione attraverso la condivisione guidata, l’ascolto profondo e la valorizzazione del potenziale individuale.

Kairon si basa su un approccio salutogenetico che considera la salute non solo o necessariamente come assenza di malattia, ma come capacità di dedicarsi a tutti quei fattori esistenziali che caratterizzano in maniera peculiare l’essere umano: sviluppo delle proprie risorse, ricerca della vocazione, assunzione di responsabilità del proprio progetto di vita, ascolto e rispetto del proprio sentire, individuazione dei valori di riferimento.

Al centro del progetto vi è la figura del “paziente esperto”, una persona che ha trasformato la malattia in una opportunità per intraprendere un viaggio alla scoperta di sè e che sceglie di mettere la propria esperienza a disposizione di altri pazienti in una dimensione di testimonianza autentica e reciproco scambio. Il gruppo di condivisione, facilitato da professionisti formati, diventa così uno spazio protetto e trasformativo dove ciascun partecipante può esplorare il proprio vissuto, superare l’isolamento sociale spesso connesso alla diagnosi e sviluppare nuovi significati intorno alla propria esperienza.

Il nome “Kairon” richiama simbolicamente la figura mitologica di Chirone, ovvero l’archetipo del guaritore ferito, che, entrando in contatto con la propria sofferenza, affrontandola, integrandola e superandola, trova la strada per supportare il dolore altrui: allo stesso modo, il progetto mira a trasformare la ferita della malattia in consapevolezza e la consapevolezza in risorsa esistenziale condivisa.

Il percorso, strutturato in 9 incontri annuali, si svolge in presenza presso la sede della Scuola I.G.E.A. a Milano (con riserva di valutare la possibilità di attuarlo su piattaforma zoom) e si rivolge a persone che desiderano affrontare la malattia come occasione per approfondire la conoscenza di sé, per divenire consapevoli delle dinamiche che muovono e sottendono la nostra esistenza e per acquisire nuove e inaspettate prospettive dalle quali osservare gli eventi che la vita riserva. Attraverso questo approccio interdisciplinare, che si fonda sui principi della salutogenesi strutturati con il metodo I.G.E.A., Kairon contribuisce a una nuova visione della cura fondata sulla responsabilità individuale, la relazione tra pari e lo sviluppo di una cultura della salute umana, partecipata e consapevole.

SOGGETTO ATTUATORE

Il progetto è stato ideato, creato e progettato in seno alla Scuola di alta formazione I.G.E.A., fondata dalla Dottoressa Erica Francesca Poli, nata con l’intento di formare professionisti che si occupino di promozione della salute e di tutela dell’armonia e della forma dei sistemi complessi, dal singolo al gruppo e agli ambienti, abbracciando una visione unitaria e multisfaccettata del vivente in tutte le sue espressioni e relazioni.

MISSION

Il progetto “Kairon” nasce con l’intento di rendere il paziente, che sia riuscito a trasformare una diagnosi di malattia in un’opportunità per intraprendere un viaggio alla ricerca di Sé e del senso della vita, una figura che sia disposta a mettere al servizio di altri pazienti, in un’ottica salutogenetica, l’esperienza, la consapevolezza, le conoscenze, gli strumenti e le abilità acquisite e sperimentate in prima persona come buone pratiche orientate al ben-essere e alla manifestazione della propria unicità.

La sua mission è offrire ai pazienti uno spazio sicuro e protetto di ascolto, accoglienza e condivisone nel quale la malattia si trasformi in un’occasione per rimettere al centro ciò che ci rende assolutamente umani e irriducibili: le emozioni, la narrazione, la presenza, il reciproco donarsi, la coscienza e la manifestazione della propria essenza attraverso la valorizzazione del proprio potenziale e delle proprie risorse.

In un’ottica antropologica e sistemica il progetto ha l’ambizione di contribuire a ridurre efficacemente l’isolamento sociale cui spesso la malattia conduce, ad evitare l’assunzione da parte dei pazienti di una posizione di chiusura demoralizzata di fronte alla diagnosi, supportandoli a sperimentare un atteggiamento attivo e fiducioso verso la vita, a diffondere i concetti della Salutogenesi come leve in grado di mutare la prospettiva con cui porsi nei confronti dell’intera esistenza, nonché a una riduzione dei costi sanitari a livello sociale a cui tutti questi interventi possono condurre. A lungo termine, il progetto ha l’intento di modificare la struttura, le dinamiche e le politiche del welfare state che si troverà sempre di più a dialogare con utenti attivi e propositivi, piuttosto che passivi e assistenzialisti, adeguando e indirizzando i servizi offerti in un’ottica salutogenetica e in modo molto più specifico e mirato in base alle richieste e ai bisogni effettivi e reali degli utenti stessi.

METODOLOGIA

Il progetto “Kairon” pone al centro la relazione e la coesione del gruppo di condivisione come condizioni imprescindibili affinchè si possano mobilitare tutti quei fattori atti a promuovere i processi che costituiscono le fondamenta del metodo I.G.E.A.

Si tratta di un metodo che oltrepassa il modello patogenetico e meccanicista con cui porsi di fronte alla malattia per abbracciare una visione nuova e inaspettata del concetto di salute, che non rimane legato alla sola sfera sanitaria, ma diventa trasversale a tutti gli ambiti della vita che comprendono in sé aspetti antropologici, filosofici, artistici, sociali e pedagogici, per porsi in un’ottica di prevenzione del mal-essere, di protezione del ben-essere e di sviluppo della coscienza.

Partendo da questi presupposti, che rappresentano i principi ispiratori e fondanti del progetto, si ha l’intento di trasformare i membri dei gruppi in pazienti “esperti”, che siano risvegliati alla ricerca della loro singolarità e messi nelle condizioni di poter decidere e provvedere da sé al loro ben-essere. Questo significa spostare il focus dalla malattia ai fattori esistenziali che caratterizzano in maniera peculiare l’essere umano: ricerca della vocazione, assunzione di responsabilità del proprio progetto di vita, ascolto e rispetto del proprio sentire, individuazione dei valori di riferimento.  

TARGET DI RIFERIMENTO

Il progetto si rivolge a tutti coloro che si trovano, loro malgrado, a rivestire il ruolo di paziente e che stanno quindi sperimentando il dolore e la sofferenza in seguito a una diagnosi di malattia.

MODALITÀ DI SVOLGIMENTO

La modalità di svolgimento del progetto si attua mediante la condivisione di gruppo. Questo permette di aiutare i pazienti ad uscire dall’isolamento sociale e da uno stato di disorientamento, di impotenza e di rassegnazione cui spesso la malattia costringe, favorendo la creazione di un ambiente attivo e dinamico dove poter sperimentare insieme nuove prospettive, dare libera manifestazione di sé e acquisire maggiore consapevolezza delle proprie risorse e abilità. La condivisione di gruppo richiede due elementi irrinunciabili:

  • La riservatezza: tutto ciò di cui si parla nel gruppo deve essere trattato con il massimo rispetto e la massima riservatezza al fine di permettere un’esperienza di condivisione sicura, costruttiva e affidabile.
  • La frequenza regolare: la condivisione risulta efficace se il gruppo è coeso e la coesione accade solo se i membri si impegnano ad assicurare una presenza regolare agli incontri, garantendo così lo svolgimento di un processo salutogenetico che possa rivelarsi produttivo e trasformativo per tutti i partecipanti.

 

FIGURE PRESENTI

  • Paziente esperto

Il “paziente esperto” non si configura né come professionista né come operatore dell’ambito sanitario, ma rappresenta un paziente che ha deciso di affrontare la malattia in un’ottica salutogenetica ed esistenziale, tenendo ben presente che a fare la differenza nel cammino dell’esistenza non sono tanto gli eventi che la vita ci riserva, bensì la postura con la quale ci poniamo loro di fronte. Questa scelta comporta il desiderio di voler indagare e conoscere i meccanismi che sottendono la vita, di distogliere l’attenzione dalla malattia, nella quale spesso ci si identifica e verso la quale si dichiara una vera e propria guerra che esaurisce ogni energia, per dedicarsi ad esprimere la propria essenza attraverso l’esercizio delle passioni e dei talenti che ci animano e mediante la costante ricerca ed espressione delle proprie risorse. Il tutto accade in una posizione di fiduciosa apertura verso la vita e in un contesto nel quale le relazioni, che rappresentano un elemento costitutivo della natura umana, divengono foriere per lo sviluppo del nostro e altrui potenziale.

  • Facilitatore

Il “facilitatore” è colui che facilita la comunicazione all’interno del gruppo e che si fa garante del rispetto delle regole sottoscritte dai membri del gruppo stesso. Si pone come buon osservatore delle dinamiche che si instaurano tra i partecipanti, è chiamato a gestire l’insorgenza di eventuali conflitti, aiuta il gruppo ad autoregolarsi ma, al contempo, interviene per stimolare chi fa fatica ad aprirsi, piuttosto che arginare chi tende ad essere esuberante. Ovviamente il facilitatore è a conoscenza della metodologia del progetto “Kairon” e si preoccupa di perseguirne le finalità durante tutto il percorso.

MODALITÀ ORGANIZZATIVE DEL PROGETTO

  • DURATA PROGETTO:  1 gruppo annuale della durata di 9 incontri, da ottobre a giugno dell’anno successivo.
  • CADENZA DEGLI INCONTRI: la cadenza è mensile, il sabato mattina.
  • DURATA SINGOLO INCONTRO: la durata di ogni singolo incontro è di 2 ore, dalle 10 alle 12.
  • MODALITÀ DI FRUZIONE: è auspicabile attuare gli incontri in presenza presso il Centro Phenice, in Viale San Michele del Carso 15 a Milano, sede della Scuola I.G.E.A.. In base alle richieste ricevute, si valuterà comunque la possibilità di dare vita al progetto anche tramite piattaforma Zoom.
  • COLLOQUIO PRELIMINARE: il gruppo si costituisce attraverso una selezione dei partecipanti, attuata sulla base delle specifiche esigenze, condizioni e disponibilità dei richiedenti. Per i candidati al progetto è dunque previsto un colloquio preliminare con i responsabili del gruppo in modo da offrire le informazioni e gli eventuali chiarimenti richiesti e per consentire una composizione ideale del gruppo di condivisione.
  • REGOLE DEL GRUPPO: ai fini della creazione di un contesto sicuro e protetto all’interno del quale potersi esprimere liberamente e poter sperimentare sé stessi in modo spontaneo, ciascun partecipante al progetto è chiamato a sottoscrivere un documento che indica dettagliatamente le regole e le norme di comportamento alle quali attenersi in modo attento e scrupoloso durante tutta la durata del percorso.
  • NUMERO PARTECIPANTI: minimo 8 – massimo 12
  • COSTO: il costo previsto è di Euro 360,00 + Iva al 22% per l’intero percorso che comprende 9 incontri. La quota di iscrizione dovrà essere versata entro la data fissata per il primo incontro tramite bonifico bancario. Nel caso di impossibilità a presenziare a uno o più incontri, si precisa che, per motivi organizzativi, amministrativi e contabili, non sarà possibile, nostro malgrado, prevedere alcun rimborso.

OBIETTIVI

Il progetto si pone l’intento di raggiungere i seguenti obiettivi:

  • Infondere fiducia e speranza ai pazienti
  • Offrire ai pazienti una chiave di lettura salutogenetica della malattia
  • Stimolare una riflessione individuale e di gruppo rispetto alla malattia e agli ambiti della vita che va a coinvolgere, supportando un cambio di prospettiva
  • Creare un ambiente attivo, protetto e accogliente che porti i partecipanti a dare libera espressione di sé
  • Sviluppare coesione fra i membri del gruppo per promuoverne l’autosvelamento
  • Supportare i partecipanti a sviluppare sostegno reciproco affinchè siano incoraggiati ad uscire dalle loro comfort zone
  • Rendere consapevole il paziente che ha il potere di esercitare un ruolo attivo nel percorso di cura della malattia e metterlo nelle condizioni di poter decidere e provvedere da sé al proprio ben-essere
  • Spostare l’attenzione del paziente da ciò di cui la malattia lo priva a ciò che invece gli consente di agire
  • Sollecitare il paziente a stare con ciò che c’è, istante per istante, libero dall’ansia di dover raggiungere continui obiettivi o traguardi
  • Aiutare il paziente ad accogliere le proprie emozioni, senza reprimerle e senza esserne sopraffatto
  • Aiutare i pazienti a comprendere le motivazioni che sottostanno ai loro comportamenti personali e interpersonali
  • Dare ampio spazio alla narrazione della storia del paziente, poiché raccontare il proprio dolore consente prima di tutto di disidentificarsi dalla malattia per poi, attraverso il racconto di sé, comprenderla e attraversarla.
  • Spostare il focus dei pazienti dalla guarigione della malattia alla scoperta di sé, rendendoli curiosi di indagare la loro unicità per poi manifestarla
  • Consigliare e individuare insieme al gruppo strategie creative per indagare la propria identità, le proprie passioni e i propri talenti
  • Mostrare al paziente un ventaglio di pratiche e discipline che vanno al di là della cura prettamente medica che possano non solo supportarlo nel percorso di cura ma anche nel cammino alla scoperta di sè
  • Aiutare i partecipanti ad individuare i propri punti di forza e quelli degli altri membri, nonché le proprie e altrui qualità e risorse in un atteggiamento di reciproca gratitudine e generosità
  • Incoraggiare e agevolare una conoscenza che non resti fine a se stessa ma che porti a un cambiamento orientato alla comprensione e al rispetto del proprio sentire e allo sviluppo delle proprie potenzialità
  • Insegnare al paziente l’arte di sapersi ascoltare, libero da giudizi e pregiudizi, e il senso della cura, che si esplicita in una costante attenzione e premura verso sé stessi
  • Concentrarsi nel qui-e-ora e non sul passato o sul futuro: vedere chi si è adesso e cosa ci permette ora di operare un cambiamento
  • Mostrare ai pazienti quanto sia estremamente gratificante e rigenerante, nonché fonte di impulso all’autostima, l’atto del condividere la propria personale esperienza a supporto di altre persone.

COORDINATRICE DEL PROGETTO

Veniani Elsa Roberta, scrittrice e docente della Scuola IGEA, presso l’Accademia EFP.

A seguito di un percorso intrapreso dopo una diagnosi di fibromialgia, Elsa è riuscita a trasformare la malattia nella più grande opportunità che la vita potesse offrirle per manifestare la propria essenza. Fondamentale l’incontro con la Dottoressa Erica Francesca Poli con la quale Elsa ha iniziato un cammino che è andato ben oltre la cura della patologia e che l’ha portata ad essere oggi scrittrice, docente della Scuola IGEA e responsabile della sezione “News del BenEssere” presso l’Accademia EFP.

Ideatrice del progetto Kairon insieme alla Dottoressa Poli, Elsa è convinta che la cura non possa prescindere dal recupero dei codici dell’umano, dallo sviluppo della coscienza e dalla continua ricerca del senso della propria esistenza, certa che la gioia di vivere non dipenda da ciò che la vita riserva, bensì dal rispetto del proprio sentire, unica via per poter portare a compimento la propria natura.  

CONTATTI E MODALITÀ DI ISCRIZIONE

Le date precise degli incontri saranno comunicate successivamente su questa pagina.

Per richiedere informazioni o candidarsi come partecipanti al progetto pilota, compilate il modulo che trovate a questo link https://forms.gle/fdF534UpLrDZuSY98 e sarete contattati in caso di selezione. Attualmente siamo in grado di accogliere un numero limitato di partecipanti, ma se siete interessati a ricevere informazioni sui futuri gruppi, indicatelo nello stesso modulo, per essere inseriti in una lista di attesa.