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Luce. Dalle stelle all’uomo

IL 16 MAGGIO RICORRE LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA LUCE PER PROMUOVERE IL RUOLO CENTRALE DELLA LUCE NELLA VITA DELL’ESSERE UMANO E DEL PIANETA TERRA.

L’isola di La Palma, nell’arcipelago delle canarie, non è solo un’ambita meta turistica, luogo meraviglioso in cui rigenerarsi, rivitalizzarsi e rilassarsi; ha anche una caratteristica che la contraddistingue in maniera unica: è capofila del diritto all’osservazione del cielo.

Nel suo punto più alto, a circa 2.400 metri sopra il livello del mare, dove l’atmosfera è incredibilmente pulita, priva di turbolenze e stabilizzata dalla presenza dell’oceano, si trova l’Osservatorio del Roque de Los Muchachos. È considerato uno dei migliori posti al mondo per osservare il cielo stellato, tanto da spingere i suoi abitanti a creare una legge che protegga l’isola da un eccessivo inquinamento luminoso. Questo le ha permesso di divenire nel 2012 la prima Riserva Starlight al mondo dove, ancor prima di fregiarsi di questo titolo, venne firmata, nell’aprile del 2007, la Dichiarazione Mondiale in Difesa del Cielo Notturno e il Diritto di Osservare le Stelle, la quale così recita:

Un cielo notturno incontaminato che permette il godimento e la contemplazione del firmamento dovrebbe essere considerato un diritto inalienabile dell’umanità equivalente a tutti gli altri diritti ambientali, sociali e culturali, a causa del suo impatto sullo sviluppo di tutti i popoli e sulla conservazione della biodiversità.

Si potrebbe pensare che non poter osservare un cielo stellato a causa dell’inquinamento luminoso ci renda semplicemente orfani di un’esperienza puramente poetica. In realtà le ALAN (Artificial Light at Night) non hanno solo un impatto sulla salute umana e sulla società, ma costituiscono delle minacce in campo ecologico e biologico, comportando ad esempio un pericolo per la biodiversità, dato che vanno a influire sulle rotte degli uccelli migratori e sulle attività di molteplici specie animali.

Il ruolo della Luce nello sviluppo economico sostenibile e rispettoso dell’ambiente è uno dei fattori che ha spinto l’UNESCO a proclamare dal 2015 la Giornata Internazionale della Luce per il giorno 16 maggio, anniversario della realizzazione del primo laser al mondo da parte di T.H. Maiman nel 1960. L’obiettivo di questa giornata è infatti anche quello di promuovere il ruolo centrale della Luce e delle tecnologie ad essa collegate nella nostra vita quotidiana e nell’ambito socio-sanitario-culturale dell’intero pianeta.

Esiste infatti una vera e propria scienza della Luce che ha permesso di creare materiali fotosensibili e apparecchi diagnostici salva-vita, solo per citare alcuni esempi, fino ad arrivare alla scoperta del momento angolare orbitale, vale a dire il modo in cui la luce può essere distorta in una spirale per formare raggi intensi. Questi raggi di luce roteanti sono sfruttati per l’avanzamento di innumerevoli tecnologie: dall’aumento massiccio della quantità di dati trasmessi attraverso i cavi a fibra ottica, alla crescita del potenziale della microscopia, fino alla manipolazione di nanoparticelle, punti quantici e cellule vive.

La luce, intesa anche come vibrazione ed energia, è dunque un elemento fondamentale da tenere in considerazione in un processo di salutogenesi, così come accade nella Scuola I.G.E.A. (https://www.accademiaefp.com/scuola-metodo-igea/), ideata e fondata dalla Dottoressa Erica Francesca Poli con l’intento di educare non solo alla conoscenza, ma alla coscienza, nell’unità dei saperi, per la promozione della salute globale, individuale e collettiva.

Proprio parlando di Luce, esiste un luogo in Italia che non poteva esimersi dal celebrarla: Como. Città certo famosa per la produzione di tessuti pregiati in seta esportati in tutto il mondo e per la sua collocazione unica sulle rive dell’omonimo lago che attira turisti da ogni dove. Ma questa città ha anche il privilegio di aver dato i natali ad Alessandro Volta, padre dell’elettricità e inventore della pila, al quale sono dedicati un museo, il Tempio Voltiano, e un’opera d’arte dell’archistar Daniel Libeskind, The Life Electric.

Non è un caso che proprio sulle rive del Lario nel 2013 nasce il Festival della Luce Lake Como, ideato e fondato da Franco Brenna in collaborazione proprio con la fondazione Alessandro Volta e con il coordinamento scientifico del Comitato Città della Luce.

La decima edizione del Festival della Luce Lake Como si terrà dal 5 al 31 maggio 2023, dal titolo “Sotto il Vulcano. Natura, luce, energia e le sfide della scienza”.

Come mai un titolo che rimanda ad un vulcano? Perché Como ha voluto rendere omaggio anche a un illustre personaggio di così grande rilevanza per questa cittadina da volerne addirittura collocare una statua sulla facciata del Duomo, appena a lato dell’entrata principale: Plinio il Vecchio, filosofo, scrittore naturalista e magistrato romano che nacque proprio a Como nel 23 D.C..

Proprio in occasione della ricorrenza del Bimillenario della nascita di Plinio il Vecchio, il Comitato Scientifico e la Fondazione Alessandro Volta hanno voluto dare risalto al binomio luce/energia con espresso riferimento all’energia tellurica sprigionata dal Vesuvio nella storica eruzione del 79 D.C. che attirò la curiosità scientifica di Plinio il Vecchio, fino a mettere addirittura a repentaglio la propria vita.

Molte delle opere scritte da Plinio sono andate perdute, tranne una che è giunta fino ai nostri giorni: Naturalis Historia, un’opera enciclopedica composta da ben 37 libri. Gli argomenti trattati sono innumerevoli: astronomia, fisica, scienze della terra, biologia, cosmologia, antropologia, botanica e agricoltura, mineralogia e arte, con ampio spazio dedicato ai rimedi medicinali e con riferimenti alla religione e al mito.

Un inno alla divulgazione della cultura scientifica e umanistica e alla curiosità come energia che pone l’uomo alla continua ricerca di sé e dei misteri che la vita sottende. Ed è proprio questo uno dei temi scelti in questa edizione del Festival della Luce Lake Como.

Luce quindi come elemento di vita che unisce mondo scientifico, universo umanistico e cultura classica: questo è l’intento che supporta e guida tutti gli eventi e gli incontri che costelleranno il mese di maggio nella città di Como.

“ENCICLOPEDIE E CULTURA SCIENTIFICA. LA LUCE DELLA CONOSCENZA”, con Massimiliano Mondelli, presidente dell’Accademia Pliniana e vicepresidente del Comitato nazionale per le Celebrazioni del Bimillenario Pliniano; Chiara Milani storica del libro antico, Università di Tor Vergata di Roma, direttore responsabile della Biblioteca Comunale “Paolo Borsellino”; Barbara Hoepli, vicepresidente Casa Editrice Hoepli di Milano; Luca Novelli, scrittore e divulgatore scientifico; landa Pensa, presidente Wikimedia Italia e responsabile settore di ricerca “Cultura e territorio”, SUPSI – CH.

“LA LUCE NELL’ARTE”, con Vittorio Sgarbi.

“COME NON SPRECARE PARTICELLE E TECNOLOGIA: L’ESEMPIO DEL CERN” con l’intervento di Michela Prestprofessore ordinario di Fisica, Università degli studi dell’Insubria, nell’ambito dell’evento “La teoria dello scarto”.

Questi sono solo alcuni degli eventi organizzati in questa edizione del Festival della Luce Lake Como; trovate l’elenco completo degli incontri e delle iniziative a questo link: https://fondazionealessandrovolta.it/festival-della-luce-lake-como/

Un ottimo motivo per visitare questi luoghi, non solo per godere della indiscussa bellezza paesaggistica, ma per guadagnare una nuova prospettiva rispetto al tema della Luce, intesa non solo come fenomeno naturale ma anche come metafora di creatività, di innovazione scientifica e tecnologica, di conoscenza, che possa integrare in maniera armoniosa natura, scienza e umanità.

“Nessun giorno senza una linea”, del resto scriveva Plinio il Vecchio, a voler sottolineare la necessità dell’esercizio quotidiano per raggiungere la perfezione e progredire nel bene. Partecipare a questo Festival è senza dubbio un buon modo per tracciare una linea tra le stelle e l’Uomo.

Di Elsa Veniani